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domenica, luglio 12, 2009
Come esportare la democrazia?o forse meglio dire.. come importare la democrazia?
In questo ultimo mese in Iran sono accaduti gli eventi che tutti ben sappiamo.
Un movimento di giovani studenti Iraniani (non ho idea di quanto sia grande il seguito di questo movimento, data l'indisponibilità di fonti attendibili) ha dimostrato e manifestato, rischiando la vita, per avere un Iran un pò più libero e democratico.
Tralasciando adesso le discussioni su quanto siano davvero ampi i presunti brogli messi in atto dai conservatori e quanto davvero rappresentino un'alternativa "democratica" i riformisti iraniani, sarebbe invece da concentrarsi sul significato profondo che questi eventi hanno nella discussione, sempre presente nelle agende internazionali e nelle chiacchiere della politica, del come "esportare la democrazia".
Difatti, sembra che un pò tutti si siano concentrati sul fatto specifico, quasi fosse una partita di calcio nella quale schierarsi pro o contro ahmadinejad, ma pochi hanno avuto l'acume di sottolineare una cosa importante.
Anzi non proprio tutti. Devo ammettere che gli amici radicali, con la loro consueta preveggenza, avevano già intuito qualcosa.
Questo qualcosa si chiama "armi di attrazione di massa".
Cosa sono le armi di attrazione di massa?
Le armi di attrazione di massa sono i media, le informazioni, le conoscenze che vengono diffuse dall'occidente e dai suoi media (si spera liberi) verso i popoli ancora costretti da dittature, al fine di provocare un risveglio delle coscienze e un orientamento positivo alla democrazia e al modello occidentale.
Il termine armi di attrazione di massa è nato in opposizione, immagino ironica, alla retorica stupida e falsa delle fantomatiche "armi di distruzione di massa" possedute da saddam hussein.. che poi non sono mai state trovate!
All'epoca oltre allo spauracchio delle armi di distruzione di massa e del covo di terroristi, per giustificare l'attacco in Iraq si utilizzava anche la scusa dell'esportazione della democrazia.
E giù grandi intellettuali, che tutti conosciamo, a dire che era giusto bombardare (oserei dire quasi nazisticamente) popoli ignoranti del bello della democrazia, al fine di liberarli dal giogo della dittatura e insegnare loro cosa fosse la "vera" democrazia. quasi quasi mi veniva il mente il famoso detto napoletano "mazza e panella fanno i figli bell" (translation " botte e buon cibo fanno crescere i figli sani").
Questa filosofia, tipica dei neocon (adesso dove sono finiti?) e direi molto paternalista, si basava sulla falsa somiglianza tra quanto era avvenuto nella seconda guerra mondiale, dove semplicemente i nostri cugini italoamericani (cristiani come noi e quindi non giudicati come estranei e invasori) sono venuti ad aiutarci a liberarci dai nazifascisti (e ad evitare che fossimo occupati dai comunisti!) , e la situazione dell'Iraq ed altri paesi non democraticii.
Sappiamo come sono andate le cose. In Iraq non c'era quasi terrorismo, quel Saddam ex amico degli americani non aveva per niente fomentato gruppi terroristici, mentre oggi è un territorio martoriato da bombe e rifugio prediletto di tutti i terroristi.
La democrazia? c'è adesso la democrazia in Iraq?
Non mi sembra. Ho quasi l'impressione che ad un dittatore si siano sostituiti tanti gruppi feudali, in continua lotta tra loro. Comunque anche se ci fosse la democrazia in Iran, essa sarebbe stata ottenuta ad un prezzo troppo alto.
Ma facciamo un salto indietro. I critici dell'epoca Bush erano soliti dire che il modo era giusto (bombardare popoli per liberarli), ma era sbagliato il target (dei missili)!
Non era certo l'Iraq da bombardare, ma l'impero del male Iran. L'Iran integralista, l'Iran cattivo che con le sue politiche propagandava la jihad in libano, siria ecc. L'Iran che ha il nucleare.
Sebbene ci sia un fondo di verità in queste accuse, questi grandi esperti di politica internazionale a suon di bombe non capivano che anche in quel caso, non si sarebbe risolto niente. Anzi.
E gli studenti iraniani l'hanno dimostrato in questi giorni.
Gli studenti iraniani hanno dimostrato che la democrazia non va esportata. Non c'è nessuno che deve insegnare loro, civiltà antica di millenni, cosa sia la democrazia.
Ma la democrazia invece può essere importata, con un gesto che metaforicamente possiamo vedere come l'atto di scaricare un file da internet.
I ragazzi iraniani grazie ad internet, grazie alla rete, grazie alla conoscenza che questa permette delle altre realtà sparse nel mondo, hanno capito che il mondo libero e democratico è migliore di un mondo chiuso e asfittico.
Hanno usato facebook, i blog, le mail, per capire cosa succedeva nel resto del mondo, per comunicare, per aprirsi e sfuggire al controllo delle informazioni che i regimi totalitari (e non solo..) fanno.
Hanno capito da soli cosa fosse meglio per loro, non c'è stato bisogno di missili o amenità varie. L'hanno capito a loro modo, l'hanno metabolizzato e trasformato in modo da renderlo coerente con le loro tradizioni e culture.
Hanno importato piccoli file, piccole gocce di democrazia.
Certo, internet è uno strumento occidentale (come purtroppo sono occidentali le tecnologie per controllarlo). Ma è uno strumento pacifico, uno strumento democratico che consente la diffusione di notizie e di pensieri dal basso come nessun altro media riesce a fare.
E' un'arma di attrazione di massa tremendamente efficace. Questo l'hanno capito tutti i regimi, a partire dalla "amica" Cina, che cercano di limitarne e controllarne l'uso.
E dovrebbero capirlo anche i nostri politici. Dovrebbero capire che lo sviluppo della democrazia nel mondo passa dalla diffusione delle tecnologie, dal superamento del digital divide, dalla libertà di espressione e della rete.
Obama ha utilizzato tantissimo internet ai fini della sua campagna ed immagino che sia pienamente consapevole di questo. E gli altri leader mondiali?
Gli ultimi accadimenti non sono univoci. soprattutto nel nostro paesello.
Dove alle armi di distruzione di massa si iniziano a preferire le armi di distrazione di massa, quel circenses (complemento del romano panem) che non è altro che la versione deteriore delle armi di attrazione di massa di radicale memoria.
Noi dobbiamo reagire a questo. Sia essendo solidali con i popoli del mondo, sia lottando per la libertà di espressione ovunque. Ed imparando a spegnere la tv ed accendere internet. e ad utilizzarlo in modo consapevole.
Sperando che un giorno tutti i popoli possano trovarsi e dialogare liberamente e pacificamene, nelle piazze e sui siti di tutto il mondo.
RC
sabato, novembre 08, 2008
Aspettiamo il CAMBIAMENTO, ma il cambiamento c'è già stato!
10 mesi fa scrissi un post (è in fondo a questa pagina) in cui speravo che Obama alla fine sarebbe diventato il presidente degli Stati Uniti..
All'epoca c'erano ancora le primarie, e mi sembra di ricordare che Obama avesse vinto una delle piccole ed infinite contese con la Clinton. E' curioso vedere come già all'epoca tutto il suo carisma e tutta la sua carica di innovatività fosse ben visibile a tutti. Da allora sono passati tanti mesi ed adesso finalmente ce lo troviamo come Presidente della nazione più potente del mondo.. siamo tutti davvero felici, addirittura sembra che per qualche giorno siano state annullate le differenze di credo politico, in quanto destra e sinistra sono concordi nell'esultare.
Quello che mi domando oggi è se ci sarà davvero questo cambiamento annunciato cosi insinstentemente durante questi 2 anni di campagna elettorale, e se Obama sia davvero cosi diverso dagli altri uomini politici.
Questa domanda, che penso tutti ci stiamo ponendo in questi giorni, non deve però oscurare il valore altamente simbolico che la sua vittoria ha avuto, al di là dell'effettiva consistenza della sua proposta politica.
Ossia che una persona appartenente ad un gruppo sociale da sempre discriminato è diventato il Presidente di tutti. Come nella favola del brutto anatroccolo (che per caso era nero?? :)) una persona che nel sentire comune poteva diventare, in quanto nero, al massimo uno sportivo di successo o un rapper, è diventato quello che è diventato. E lo è diventato, apparentemente, senza prendere scorciatoie (lui non ha il 50% delle tv americane.. ehehehe), avendo una vita alle spalle molto umile ma costellata di successi nella professione e nella politica, ed usando parole semplici ma profonde, che scaldano i cuori e scuotono i cervelli di chi le ascolta.
E' tutto ciò, molto di più di quello che si prevede farà in futuro (non penso sia immaginabile un cambiamento tanto radicale della politica USA), che ci ha esaltati tutti. Il concetto per cui una persona apparentemente disavvantaggiata, per il colore della pelle, possa raggiungere un obiettivo cosi ambizioso grazie soprattutto al merito. Nel preciso momento in cui è stato proclamato presidente, tutti noi abbiamo pensato che ognuno, nonostante sia ad esempio del sud, provenga da una famiglia modesta, sia grasso, sia magro, e chi ne ha più ne metta, può con il proprio impegno, costruire il proprio futuro. Certo l'Italia non è l'America.. però questo non deve esimerci dal combattere!!
Penso che in questo momento tante persone di colore hanno una maggiore energia dentro e sentano di avere più possibilità rispetto al passato. Leggo nei loro occhi una fierezza che non vedevo prima e nei nostri un maggiore rispetto verso di loro. Ora sanno che possono essere altro rispetto a quanto i pregiudizi solitamente ci suggeriscono, ossia dei muratori e degli inservienti delle pulizie ad esempio. Ora sanno che non è solo quello che gli è stato riservato per tutta la vita da una società ingiusta (che ovviamente in parte permane!!), ma che con (molto) impegno possono cambiare le loro sorti. Non ci si deve rassegnare, si deve lottare.
Penso sia questo il messaggio che giovedi mattina un ragazzo di colore alla stazione di modena, con la sua t-shirt inneggiante ad Obama, mi ha voluto mandare.
"Ehi un giorno potrei essere anche io il tuo Presidente!"
Te lo auguro, se ne hai i meriti, e spero anche che questa speranza contribuisca ad incanalare positivamente le tante energie che al momento vengono disperse tra delinquenza e rassegnazione da tante persone discriminate...
Ciao
Raf
domenica, luglio 20, 2008
Un giorno su via pomponazzi...

sabato, giugno 07, 2008
Today is the day!!

(Age is just a human standard!!)
RC
lunedì, maggio 12, 2008
Allegria
Difendere l'allegria come una trincea,
difenderla dallo scandalo e dalla routine,
dalla miseria e dai miserabili,
dalle assenze transitorie e da quelle definitive.
(Letta su "Leggo".. ma non ricordo da chi è stata scritta!! non da me of course)
Raf
lunedì, maggio 05, 2008
Manifesti toscani (!!!!!!!!!)
Prove tecniche di PD !!! 

(Cambierebbe qualcosa se vi dicessi che chi ha scattato questa foto è un consulente????? )
lunedì, aprile 28, 2008
Le loro prigioni
Di solito siamo abituati a pensare che in prigione, o in regime di libertà vigilata, vi siano solo coloro che hanno commesso dei reati. Sebbene non sia stata ancora provato che la detenzione sia la soluzione alla criminalità, accettiamo questa soluzione, che può forse avere delle finalità di deterrenza.
Personalmente infatti ritengo che perdere la libertà sia una delle cose più angoscianti che possa succedere. Però di fronte a dei crimini, siamo pronti a giustificare tale misura estrema.
Oggi però in Italia ci sono altre persone che, non avendo commesso alcun reato, ma anzi addirittura avendolo contrastato, condividono questa triste sorte. Sono i testimoni, i giudici, ed anche gli scrittori come Roberto Saviano.
Persone costrette dalla paura di ritorsioni a girare con scorte, a risiedere lontani dai propri affetti e dalle città di origine, a restare rinchiusi in casa. Roberto Saviano ha denunciato, non facendo altro che riportare, nel concreto, articoli di giornale e cose già conosciute, lo strapotere di clan camorristici. Per questo su di lei è stata emessa una specie di "fatwa", una minaccia di morte che accompagnerà questo ragazzo, più o meno della mia età, ma con diverso coraggio, per tanti anni. Perché, queste sono sue parole, la camorra non dimentica mai di regolare i conti.
Ho provato ad immaginare come fosse la sua vita in questi giorni, e la mia a confronto. Seguito a vista da una scorta, Saviano non può tornare nelle sue terre di origine, come ho fatto io qualche giorno fa. Non può fare niente di estremamente personale, come stare con una donna, farsi una corsa al parco, andare a fare shopping, senza che vi siano problemi di sicurezza o comunque di privacy. Senza dimenticare che tutte le scorte di questo mondo potrebbero non essere efficaci qualora ci sia davvero un'intenzione precisa da parte della camorra.
Penso che questa sia una vita infernale. Saviano in questo momento condivide la restrizione delle sue libertà individuali con quei boss che sono in carcere. Non penso sia stupido. Penso che quello che ha fatto è stato grazie a quella che chiamo "adrenalina del giusto", quella sensazione di enorme benessere che si ha quando si sta facendo qualcosa di profondamente giusto.
Saviano sta aggiungendo un tassello nella lotta contro la camorra, lo sta facendo per tutti noi, tutti noi che non abbiamo il suo coraggio, tutti noi che siamo indifferenti, che magari ogni giorno alimentiamo la camorra andando a pranzo nel tal locale, a ballare in un altro, oppure a comprare un vestito in un determinato negozio. Siamo complici, inconsapevoli a volte, ma determinanti, di questo stato di cose. Anche solo non facendo niente, ignorando questo problema, relegandolo a problema localistico del sud, stiamo alimentando la camorra.
Per questo voglio ringraziare Saviano e chi come lui contribuisce al posto nostro a scardinare questo sistema malato. Lo ringrazio doppiamente e mi scuso con lui, perché per la mia e la vostra codardia, ogni giorno rinuncia a pezzi della sua libertà e della sua vita.
Raf
lunedì, marzo 03, 2008
RAF SOUTH

PS - La sigaretta è una licenza poetica dell'autore!!
Raf
lunedì, febbraio 18, 2008
La bimba dalla treccia triste
La bimba dalla treccia triste entrava spesso nel vagone della gialla che prendevo ogni giorno. Con il suo violino, vestita in modo umile ma non dimesso, suonava la tipica canzone che tutti i gitani suonano in metro. Aveva i capelli raccolti in una treccina. 2 minuti, il tempo di due fermate, e lo spettacolino sarebbe finito.
Non sono mai molto comprensivo verso gli accattoni, però devo dire ho sempre visto con benevolenza chi si impegna a fare qualcosa per ottenere qualche spiccio. In fondo, pensavo, è molto più dignitoso offire un servizio, quale può essere allietare 2 minuti di un grigio viaggio in metro con musiche che forse i nostri figli non ascolteranno più, e per questo chiedere una modesta ricompensa, che lagnarsi di avere 10 figli, mariti disoccupati ecc.
Perciò ogni volta che c'era qualcuno che suonava il violino in metro, chi meglio chi peggio, davo sicuramente qualche spiccio. E a volte, seppur con qualche esitazione, c'erano sguardi di approvazione se non di ammirazione, qualora la performance era stato notevole. La musica può fare questi miracoli. Ed anche il pensiero che persone che vivono ai margini, in situazioni disastrose, si dedicassero ad una cosa cosi alta, mi faceva stare bene.
Oggi non era cosi, tutti questi pensieri erano come volatizzati. La bimba dopo aver eseguito il suo brano, vagava nel vagone, incerta, quasi imbarazzata.
Non guardava in volto nessuno, né chi gli dava qualche moneta, né chi gliela rifiutava. A dire il vero, sembrava non stesse neanche richiedendole quelle monete.
Non capivo. O forse si capivo. Forse capivo che tutto il mio discorso sulla dignità, sulla qualifica di "lavoro" del suonare un violino in metro, andavano ad infrangersi contro una considerazione molto più elementare: quella era solo una bimba. Doveva forse essere a scuola come le altre bimbe, forse avrebbe voluto essere solo una bimba che gioca con le barbie.
Forse avrebbe voluto avere una mamma o un papà come quelli che erano li in metro con me. Un papà ed una mamma che non l'avrebbero costretta ad andare da sola con il suo violino, in questo mondo sporco e strafottente di adulti. Si, perché era sola. Davvero sola. A volte ho visto bambini chiedere l'elemosina. Ma c'erano sempre i genitori, questuanti anche loro, dietro, quasi a vigilare.
Lei era da sola. Ed era anche alla mercé di tutti. Adesso capivo. Come si fa a pensare che una cosa del genere sia dignitosa? Come si fa a pensare che una bambina possa andare da sola in una metro a suonare un violino?
Mille pensieri iniziarono a girarmi nel cervello. Volevo chiederle se andasse a scuola. Dove erano i suoi genitori. Forse come quei cuccioli già avvezzi al male, mi avrebbe risposto male e sarebbe scappata. Forse gli altri nel vagone avrebbero pensato che potevo essere qualcuno con brutte intenzioni. Forse "non ero mica un poliziotto che posso farmi i cavoli degli altri cosi". E perché appunto nessuno delle forze dell'ordine aveva mai fatto qualcosa? E gli assistenti sociali? Forse poteva essere peggio per lei se avessi denunciato, magari l'avrebbero picchiata se non avesse portato a casa un minimo al giorno.. O forse come al solito, in questa società malata, era meglio che mi fossi fatto i caz.i miei..
Dopo tutti questi forse, si aprì la porta e alla fermata Repubblica la bimba dalla treccia triste uscì. Ed io rimasi da solo con le mie inutili riflessioni e con i miei sterili sogni di cambiamento dell'esistente. Riaccesi l'ipod, non c'erano musiche gitane registrate, ma solo pezzi hip-hop cantati da qualche "nigga" o da qualche "bitch".
Music makes the world go around????
R.C.
Dedicated to U.
venerdì, gennaio 25, 2008
Povera Patria
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.
Franco Battiato
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